Un pò di me e la mia intervista con Maurizio Costanzo e più in giù in nuovi post

giovedì 31 gennaio 2008

L' Egitto, il Nilo ed il senso del tempo

(parte terza)

Durante gli spostamenti in pullman, Tamer ci raccontava gli usi e costumi del suo paese.
La sua posizione nei confronti della propria cultura era abbastanza obiettiva, non amava gli atteggiamenti integralisti ma aveva un approccio di stupore per alcuni nostri costumi.
E’ un uomo giovane, curioso e colto e quindi il suo raccontare era anche un modo di scoprire, attraverso le nostre domande, le reciproche diversità, rispondendo per il proprio popolo cercava un confronto con il nostro ed i dibattiti che si apriva erano molto interessanti.Quello che emergeva era, almeno per me, un sovrapporsi di preconcetti e pregiudizi che vincolano una reale comprensione. Noi italiani ci sentiamo un popolo libero, progredito, emancipato culturalmente e l’atteggiamento dei miei connazionali era quello di una, neanche tanto velata, sensazione di superiorità. Lui ci guardava con gli occhi dolci e mentre alcuni di noi s’infervoravano nel voler dimostrare di vivere in una cultura superiore, lui manteneva una calma serafica e ci spiegava un altro punto di vista

Iniziò raccontandoci il matrimonio egiziano, prendendo ad esempio il suo.

Al momento del fidanzamento ufficiale le due famiglie, comprensive di zii e nonni si riuniscono per stabilire la famosa dote. Dai suoi racconti si evincevano situazioni esilaranti, con discussioni infinite che possono durare giornate intere. Essendo una sorta di contrattazione commerciale credo che si esaurisse per sfinimento dei partecipanti. Considerando che una qualunque vendita nel loro paese è momento di lunga contrattazione, non oso immaginare cosa possa comportare assicurare, in modo equo, il benessere presente e futuro dei due novelli sposi.


Come accade spesso parlando di matrimonio finimmo, dopo un iniziale pudore, a parlare di sesso.
La curiosità di noi italiani non conosceva confini e le battute sulla fortuna maschile degli egiziani, di poter avere più mogli scatenava la fantasia erotica dei più, che però fu subito smorzata.
Tamer ci spiegò che la possibilità di contrarre più di un matrimonio era legata unicamente alla capacità, da parte dell’uomo, di assicurare il mantenimento di tutte le mogli e dei loro presenti e futuri figli. Per di più, questa usanza veniva incoraggiata soprattutto se l’uomo in questione, oltre al certo mantenimento, prendesse come seconda o terza moglie una donna vedova, fornendo così una sorta di assistenza sociale privata. Ma udite, udite ciò è possibile, sempre secondo le parole di Tamer, soltanto se la prima moglie da la sua approvazione. Non male direi. In fondo da noi, molte mogli dividono il proprio marito con una o più donne senza poter dare il loro personale consenso, ritrovandosi a volte abbandonate senza che questo assicuri loro un’adeguata partecipazione futura da parte del fedigrafo ometto, che speso, troppo spesso, si dilegua senza contribuire alle spese dei figli.
Ma il picco fu raggiunto con il discorso sulle prestazioni sessuali. Sempre a detta di Tamer, gli uomini non possono mai sottrarsi alla richiesta della moglie di fare l’amore. Se ciò accade, diceva lui, la donna può chiedere il divorzio. Vi lascio immaginare, si alzò un coro di sospiri e qualcuna più esplicita partì con un sonoro applauso. Al contrario, se è la donna a rifiutarsi di fare l’amore (questo diceva sempre Tamer) il marito non può che accettare, poiché ( e qui ci fu un ovazione) se lei non vuole farlo, avrà i suoi motivi, insindacabili.
Gli uomini non parlavano più, li aveva stesi rendendo ridicole tutte le pregiudizievoli credenze che avevano accompagnato la loro baldanza maschile. Le donne invece, da quel giorno, vi assicuro, iniziarono a guardare gli abitanti del luogo con ben altri occhi.




5 commenti:

PDBmaster ha detto...

Come si dice... l'uomo comanda e la donna glielo lascia credere :)
Il potere porta la gonna ;)

M.Cristina ha detto...

Forse, non ne sono così convinta. Probabilmente nel gioco della seduzione le donne conducono il gioco. Per molti altri aspetti la strada mi sembra ancora in salita, a volte addiruttura ripida.
Però nella gioco della concuista...

polle ha detto...

Grazie Maria Cristina! Grazie per i tuoi post che continuano a portare chi li legge in viaggio con te.
Bellissima questa contrapposizione tra la presunzione di alcuni occidentali e la serafica saggezza egizia...

polle ha detto...

P.S.
Sul ponte della Camelia c'è un regalino per te...

M.Cristina ha detto...

Grazie ed ancora grazie per il tuo apprezzamento. Ora corre sul ponte della Camelia...ans...ans... ARRIVO!!!!