Un pò di me e la mia intervista con Maurizio Costanzo e più in giù in nuovi post

giovedì 6 dicembre 2007

AMERICA/ PARTE PRIMA

Oggi vi voglio raccontare la mia America, quella che porto nel cuore.
Non avevo mai scritto nulla su questa terra e non è un caso.
Dedico sempre poche parole a ciò che amo, lo so, ma credo che non abbia senso spiegare l’amore né in fondo è necessario farlo. Si ama punto.
Ed allora direte voi?
Ed allora per quanto non trovi assolutamente facile parlarvi di un luogo che ha significato tantissimo per me, improvvisamente ho voglia di descriverlo per come io l’ho conosciuto ed in un crescendo amato. E’ una questione di giustizia e glie lo devo.
L’america infatti non è soltanto il paese governato da Bush, né è giusto racchiuderlo in una serie di clichè politici e foto scontate. Non vi parlerò quindi delle sue metropoli o della sua storia perché quello che mi ha fatto innamorare è altro e non appartiene a nessuno, se non forse agli Indiani d’America che hanno capito ed amato questa terra nell’unico modo possibile: entrando in comunione con lei.





Il mio viaggio è iniziato in California e raggiungerla ha richiesto molte ore di volo, tredici per l’esattezza, ma per quanto la fatica cercasse di sopraffare ogni emozione, quando i miei piedi hanno toccato questa terra ho provato la netta sensazione di aver raggiunto la concretezza di un sogno.
Per tutta la vita avevo osservato il sole declinare laggiù, verso occidente, e come un girasole l’avevo inseguito invidiando all’altra parte del mondo il nascere di un nuovo giorno, inspiegabilmente attratta da un orizzonte che si infuocava di luce mentre alle mie spalle avanzava inesorabile il buio.
Sarà per questo che essere sopra a quella terra significava simbolicamente aver raggiunto la linea del mio tramonto ed allo stesso tempo la luce di un nuovo giorno.
Difficile spiegare meglio ma mi sembrava già un bell’inizio…

Prima di partire avevo volutamente evitato di immaginare il mio viaggio, visualizzavo soltanto il mio arrivo e poi mi fermavo. Era un modo come un altro per lasciare spazio al mio senso d’avventura. Non volevo sapere, non volevo programmare nulla più del necessario, volevo e speravo che questa terra riuscisse a sorprendermi senza ingolfarla d’inutili aspettative e lei ha esaudito il mio desiderio stupendomi mentre come un puntino insignificante m’inoltravo nella sua immensità.








La macchina procedeva ingoiando miglia su miglia e gli scenari rendevano ridicolo qualunque racconto. Nessuno mi aveva mai descritto quello che stavo vedendo.
La vastità degli spazi è per noi europei inimmaginabili e la natura che sembra approfittarne, espandendosi senza limiti, stordisce facendo perdere il senso delle proporzioni. Una lillipuziana nel meraviglioso mondo D’Alice, più o meno. E avanzi.

Distese sconfinate, prive di una benché minima costruzione umana, concedono allo sguardo e soprattutto alla mente l’entusiasmante sensazione di poter correre a perdi fiato. Intorno nient’altro che praterie e nuvole e la voglia di essere un’aquila per poterti innalzare come lei, lassù, nell’azzurro di un cielo limpido e terso. A stento ritorni giù e ti accorgi che le distese si sono trasformate in fitti boschi e gli alberi che incontri sono altissimi, solenni, a volte così grandi da sembrarti fatati ed allora speri che stiano lì a proteggere il tuo cammino solitario perché anche questa è una dimensione forte e costante che ti avvolge facendoti sentire nulla ma anche un tutt’uno con quello che ti circonda. Ormai in preda ad uno stupore bambino prosegui e t’imbatti in rocce di un seriosissimo marrone e pensi: “ Meno male qualcosa di normale!” Ma un miglio dopo tutto cambia di nuovo, altre rocce si accendono di un rosso spudorato, impensabile, per poi tingersi, di nuovo pudiche, di un rosa gentile e tu non capisci, non sai spiegarti perché la natura abbia deciso di donarti tanta bellezza. Non te la meriti e lo sai. Inizi allora a rivoluzionare la percezione del tuo posto nel mondo, sei nulla, e tutto intorno a te lo conferma







Le piccolezze umane si dissolvono nella loro insensatezza e tu guardi ai tuoi giorni spesi, chiusa, sigillata, costretta in luoghi artificiali infiocchettati da mille confort che non hanno altro compito se non quello di distrarti dall’innaturalità del tuo esistere. Ma questa terra non è una terra qualunque, tutto di lei trasmette energia che fluisce nel corpo e spezza catena mentali e ti senti libero. Libero!
Poi cala la notte e l’America, quella fuori dalle metropoli, si ritira nelle tane e si addormenta. Arriva un silenzio ancora più assordante e ti senti solo, sperso, quasi impaurito ma è il frammento di un istante perché gli occhi volano in su e ti accorgi dello sfavillio delle stelle, della luce pura della luna che sembra inchinarsi premurosa verso di te, a ricordarti che è degli umani che devi preoccuparti.


Gli Indiani d’America, come altre popolazioni indigene sparse per il mondo avevano compreso il legame con la terra e vivevano in armonia con essa rispettandola e di conseguenza rispettandosi.


















4 commenti:

polle ha detto...

FINALMETE!!! Finalmente torni a scrivere! L'America, parte della mia eredità culturale! L'America... sogno spezzato, falsa terra di libertà. L'America, bellissima! I nativi americani sono stati la popolazione che, al mondo, è riuscita a vivere in assoluts armonia con nostra madre la terra. Non sprecavano nulla e non prendevano più di quanto potessero utilizzare. E noi, invasori europei, senza cercare di capire che da loro avevamo solo da imparare, li abbiamo straziati, rasi al suolo, storditi con il nostro alcohol! Bellissimo post Maria Cristina, belle foto...

M.Cristina ha detto...

Che bello il tuo entusiasmo. tEffettivamente era un po' che non riuscivo a scrivere ma rieccomi qui, ripartita da un racconto americano. Parlerò anche degli indiani e della loro cultura, dell'intelligenza con cui hanno vissuto in armonia questa incredibile terrà; da loro infatti abbiamo sicuramente qualche cosa da imparare.

In silenzio viaggiando ha detto...

Un augurio di Serene Feste per meditare sulle memorie, presenti e passate, americane ! Possiamo dire: "A Post a day really can keep the doctor away"
Tanti Auguri e a presto sui nostri Blog ciao
In silenzio viaggiando

M.Cristina ha detto...

Ciao inzilenzio viaggiando e Buon Futuro.