Un pò di me e la mia intervista con Maurizio Costanzo e più in giù in nuovi post

martedì 7 ottobre 2008

L'albero esploratore

Qualche settima fa sono andata a pranzo con una mia amica. Era da un po’ che non ci si vedeva e lei aveva molto voglia di raccontare.
Dopo brevi saluti ci siamo avviate verso il ristorante parlando dei nostri figli, abbiamo atteso che si liberasse il tavolo sorvolando le sue vacanze e ci siamo sedute parlando del suo lavoro.
Spiluccando il pane l’ascoltavo parlare, ma ad un tratto, non so perché, forse a causa del sole dietro alla sua testa o del vociare continuo che ci circondava, io mi sono distratta in un pensiero: qualora il suo fiume di parole avesse previsto un “ E tu che mi racconti?” io, di grazia, cosa gli avrei potuto narrare? Non lo sapevo, non avrei saputo da che parte cominciare e questo mi ha distratto ancor di più.
La primavera, con la sua luce mi aveva spinto a sperare in qualche strana magia, il passaggio dei mesi caldi mi aveva invece quasi tramortito ogni mio slancio, ma nell’affacciarmi di questo autunno freddolino, ho germogliato come una pianta tropicale fuori stagione: RIGOGLIOSA!!! è così che mi sento nello scemare dello stanco sole.
A beh! Non gridate alla mia follia, è solo che dopo tanto travagliare, voi capite? son felice….
Ma tornando al punto della possibile domanda sul tema: “riassunto delle puntate precedenti”, effettivamente mi rendevo conto che non sarebbe stato semplice spiegare. Non per sua incapacità, s’intendete, ma per il mio strano ragionare. Per l’appunto, non avevo voglia di raccontare i fatti, se pur innumerevoli degli ultimi mesi: lavoro nuovo, colleghi nuovi, vacanze estive e via così. E non ne avevo voglia perché, in realtà, non era quello ciò che d’importante credevo di aver vissuto in quei mesi. Quello che, invece avrei voluto raccontarle era che avevo compiuto un lungo viaggio in terre inesplorate del mio esistere e che strada facendo mi ero immersa in acque sconosciute e lì, in quegli abissi, avevo lasciato altre vesti logore. Non vorrei sembrarvi strana ma è che ho avuto l’impressione che non fosse facile farmi capire. Anche perché da dove inizi?
“ Sai mia cara amica, un giorno mi è capitato questo, ed allora ho pensato che, e poi ho letto di e quindi la mia mente ha dedotto che, e dunque sono giunta a credere che e, e…, e…..” voi capite?
Avrebbe chiamato la neuro. Ma il discorso preso alla larga voleva portarvi a quanto segue:
Ci sono dei momenti in cui, per una successione di sinapsi che non sapresti spiegare, accade che fai un bagno e riemergi sentendoti rinata, o perlomeno assai cambiata. I pensieri si sono messi in fila ed hanno prodotto una nuova opera che, nello specifico, si potrebbe chiamare” Sveglia!” ma anche un più dolce “ Risveglio.” ed allora sei felici ma sei la sola a sapere tutto ciò, perché quel viaggio è visibile solo a te che ne hai vissuto le tappe. E quindi, nel momento in cui le persone si relazionano pensandoti ancora l’altra, ti verrebbe da guardarti dietro per capire con chi l’hanno. Ed il punto è che l’hanno con te, direbbero i toscani, ma tu non sei più esattamente quella persona poiché, per un’infinità di motivi difficili da esporre, non hai solo voltato pagina, bensì hai iniziato un altro libro e sei ormai dentro ad un’altra storia e quella passata fa parte della cultura generale, ma tu sei ormai oltre e non puoi farci nulla, è questo che ora ti appartiene. E per dirla tutta, non puoi continuare a rispondere di pensieri, opere ed omissioni dell’era glaciale perché adesso puoi e vuoi parlare solo dell’adesso e fuori è caldino, e tu pensi al “tra un po” spingendoti al domani, ma sei proprio stufa dello ieri.
Ed invece nel circondario sembrano monolitici e non possono credere che l’albero ha preso con se qualche radice, quelle indispensabili, e se ne và in giro a vedere che altro c’è.
Gli alberi non si muovono! direbbero gli increduli, ma lo dite voi, risponde l’albero mio, sapeste quante cose ho scoperto in quest’ultimo giretto. E poi ognuno faccia ciò che vuole, ma nel paese dove vivo la fantasia concede stravaganti libertà, anche agli alberi.
Lo so, siate comprensivi è un periodo che mi è presa a ragionar con la natura.

6 commenti:

Paolo ha detto...

Va bene la natura! Ma gli approcci possono essere di due tipi fondamentali: quello contemplativo e quello selvaggio. Quale è il tuo?
E' proprio bello quando esci dall'acqua e hai la sensazione di essere nuovo, di aver colto il senso risolutore delle questioni e dove il passato è solo il passato. Baci

M.Cristina ha detto...

Paolo: dipende, sono contro le posizioni rigide e quindi non decido a priori come approcciare, seguo l'intuito del momento.
Sapevo che avresti condiviso.
Baci

Anonimo ha detto...

il tuo ragionamento non fa una piega! hai chiarito perfettamente qual è il tuo mondo interiore ora!...ma mi domando: la tua amica ti ha poi chiesto "E tu cosa mi racconti?"

paola ramo dancer

Mat ha detto...

azz...ancora problemi cn la tua pagina..
c'è un trojan.....

M.Cristina ha detto...

Paola: sì, mi ha chiesto del lavoro, argomento che per molteplici motivi l'interessa molto. Un pò cattivella questa!!!!!

mat: ma che problemi ti da?

ebalsemin ha detto...

Ciao un salutone grande grande :)