Un pò di me e la mia intervista con Maurizio Costanzo e più in giù in nuovi post

lunedì 31 marzo 2008

Barcellona

E’ da un po’di giorni che mi torna in mente l’atmosfera di Barcellona e poiché, questa piccola nostalgia non passa, forse è il caso di parlarne.
Ho visitato Barcellona lo scorso anno. Era una meta che sembrava sfuggirmi dalle mani e questo accresceva la mia voglia di visitarla. E devo dire che, come mi accade per ogni viaggio, ho sempre bisogno che le sensazioni decantino dentro di me. E’ accaduto anche in questo caso e da qui si spiega l’atmosfera di alcuni luoghi della città che continuano a rimbalzarmi nella testa.Barcellona non mi ha stregato, anzi, inizialmente il caos immondo dei suoi luoghi più rinomati mi ha probabilmente fuorviato. Mi sembrava una città adatta ai bagordi notturni, elegante nelle sue strade principali, pazzerella ed originale nelle costruzioni di Gaudì ma incapace, veramente incapace di farmi innamorare. Mancava l’atmosfera, quella giusta per me, e mi sembrava così assurdo averla desiderata per diversi anni e poi, una volta raggiunta, non riconoscerla nelle mie sensazioni fantasticate. L’ultimo giorno del nostro soggiorno però, un richiamo forte ed insistente mi ha spinto a deviare dai percorsi stabiliti
Qualcosa mi diceva che stavo partendo da questa città senza averla compresa. C’era una via, una traversa della Rambla, che avevo notato nei giorni precedenti, un piccolo vicolo, anonimo, che però, in qualche modo, mi sussurrava di non ignoralo. Dovevo inoltrami per il suo stretto e ombroso camminamento come se quella fosse la porta per arrivare nella parte intima che stavo cercando.

Trascinandomi dietro mio marito, che sorride sempre ma dolcemente asseconda queste mie stranezze, ho seguito questo richiamo e poi il filo invisibile che mi guidava verso stradine appartate. E lì, solo tra quelle viuzze, credo di aver inspirato ed assaporato la parte giusta, per me, di questa città. Era infatti esattamente quella la Barcellona che da qualche anno mi frullava nella testa, senza che ne avessi una visualizzazione chiara.Le stradine si facevano via via meno frequentate ed i negozi divenivano meno trendy ma molto più gustosi, almeno ai miei occhi. Anche le persone non sembravano più comparse da cartolina ma acquisivano una veridicità che eccitava le mie emozioni. Insomma, più mi allontanavo dalla Rambla e più la città acquisiva una sua personalità, come se, ad ogni passo si svestisse di un’immagine pubblica per consegnarmi il suo corpo, nudo ma vero. Un corpo ancora segnato dalle sofferenze passate e forse per questo intenso, pieno di rughe e pieghe che me ne stavano raccontando la storia.
Barcellona…


Barcellona è ancora un luogo impolverato dal suo più recente passato e per quanto tutti facciano del loro meglio per spazzolarla da questo fastidioso elemento, lei, la polvere, ricade tenacemente sopra ogni cosa. E questo, da un fascino diverso a tutto quello su cui lo sguardo si posa. Tolti i giovani e quelli che amano le tendenze, il resto di questa originale città è ancora pregno della sua storia: i negozi, le abitazioni, la fisionomia e l’abbigliamento delle persone stesse porta con se quest’aria un po’ antiquata e dimessa. Il taglio delle gonne, le vetrine delle botteghe, l’aspetto un po’ desueto dei visi mi ha dato l’impressione che le ristrettezze della vita di un trentennio fa non siano ancora dimenticate. Come incantata da questa polvere magica mi sono letteralmente persa tra i suoi vicoli, tra il ciotolio dei suoi suoni, tra l’ombra umida delle sue chiese dove con occhi incantati ho scoperto che sacralità ed oche convivono in una melodia acquatica difficile da riprodurre con le parole ma assolutamente emozionante.
Ho gioito nel muovermi tra i banconi demodè delle sue botteghe, felice come una bambina di poter portare via con me un piccolo granello di questa stranissima polvere.
La stessa polverina che evidentemente si è posata anche dentro di me e che in questi giorni ha ripreso a volteggiare nella mia testa, ribelle al tempo che tenta di soffiarla via.
Sarà la primavera?








12 commenti:

Anonimo ha detto...

sono ancora paola...paola murgia...la danzatrice...quella dell'accademia....ormai il tuo blog mi incanta e farò tappa fissa!
io andrò a barcellona questa estate...la inseguo ormai da qualche anno...mi sembra già di sentire la polvere addosso!!!!

M.Cristina ha detto...

Ciao Paola, ma lo sai che speravo di trovare un tuo nuovo commento?
Non so perchè, ma questo passato danzante che ci accomuna mi ha fatto uno strano effetto e sono contenta di avere in queste pagine un punto d'incontro.
Grazie per il tuo commento sul mio blog, è molto bello.
P.S. A Barcellona mi raccomando, sulla Rambla, spalle al mare intrufolati in qualche stradina alla tua destra. Un altro mondo.
A presto.

ebalsemin ha detto...

Beh, voi danzate e io suono il piano. Almeno i suoni ci accomunano no? A parte questo per me le città, tutte le città, sono come le persone. Bisogna conoscerle dentro. Lontani dai turisti e dalle folle di compratori di souvenir. Sai, con il tuo post ho sentito proprio l'emozione. E sono pochi i blog che sanno trasmetterle...

M.Cristina ha detto...

Ehi ragazzi, inzio a crederci davvero a questa storia del saper emozionare e questo per me è il complimento più bello: saper emozionare. Quasi non riesco a credere che un piacere, per me naturale, come lo scrivere riesca in una missione così difficile.
Grazie, non so che altro dire.

donnigio ha detto...

...m'hai fatto tornare alla mente la bella settimana passata a Barcellona nel 2001. Che città incantevole. Ricordo quei localini della parte storica, dove ci si sedeva su poltroncine tutte diverse che sembrava di essere in casa di amici... e quanta birra!!! Ci tornerò, poi proseguirò per Madrid..e infine Lisbona, dove penso di perdermi nei fumi del "porto" per qualche giorno!!! Spero presto...

Vedo con piace che Paola (la danzatrice) ha seguito il mio consiglio ed è passata a trovarti. Son contento...
Intanto, il tuo libro...grrrrrr...non è ancora arrivato...doppio grrrrr
Speriamo domani, altrimenti vado a cantargliene quattro!!! ;-)

Mat ha detto...

maria cristina, tocchi un tasto dolente!!

ci sono andato 3 volte...

la prima al liceo in gita scolastica...ma nn ho capito nulla...troppo giovane e casinista..

poi con amici per divertimento...

infine con la mia ragazza due anni fa e l'ho girata tutta a piedi in pratica.

è una delle mie città preferite... ci andrei ogni weekend..

in compenso dall'11 al 14....sarò a madrid! :)

M.Cristina ha detto...

Mat@ E me lo dici pure....???? Io negli stessi giorni sarò incastrata nella chiusura della campagna elettorale a cui sto lavorando. Ti sembra carino farmi schiattare d'invidia in un momento già così delicato ed incasinato?? Un po' di rispetto per favore per chi resta al chiodo e cerca di salvarv.

M.Cristina ha detto...

doniggio@ grazie anche a te per la notizia del tuo prossimo giro spagnolo. Ma che vi è preso oggi? Vi sto antipatica? va beh, ti perdono perchè mi hai fatto conoscere Paola. Per il libro tienimi aggiornata.

Mat@ mi sono dimenticata di dirti che la nuova foto mi piace di più.

M.Cristina ha detto...

doniggio@ grazie anche a te per la notizia del tuo prossimo giro spagnolo. Ma che vi è preso oggi? Vi sto antipatica? va beh, ti perdono perchè mi hai fatto conoscere Paola. Per il libro tienimi aggiornata.

Mat@ mi sono dimenticata di dirti che la nuova foto mi piace di più.

Mat ha detto...

grazia m.c!

:)

polle ha detto...

El Barrio Gòtico! Questa è la Barcellona che hai rischiato di perderti. Non concordo però sulla tua visione della capitale Catalana. Barcellona come tutte le città della Spagna, che ho avuto la fortuna di visitare, va gustata lentamente, fregandosene del chiasso dei ragazzi che si rincorrono sulle Ramblas. Godendosi il ritmo lento del popolo che ne anima le strade, i negozi, i vicoli ed i palazzi... ogni istante in questa città mi ha regalato un momento magico. Momenti che torneranno dal 7 al 14 Luglio! 105° anniversario di mamma Harley, tutti a Barcellona, lentamente invaderemo la città e faremo tremare i palazzi!
Un bacio,
polle

M.Cristina ha detto...

Ma non ti sembra di esagerare? Sei appena tornato dall'America e già sei pronto per un altro viaggio. Hai deciso di farmi schiattare d'invidia? parlare a me, povera ragazza, che probabilmente, causa lavoro, quest'anno non avrò ferie per un bel viaggetto dei miei?
Non si fa, nom proprio non si fa...bruto, insensebile uomo.