Un pò di me e la mia intervista con Maurizio Costanzo e più in giù in nuovi post

lunedì 28 settembre 2009

Gli uomini e la strana patologia di Ulisse



Mio figlio ha 15 anni è un adolescente divertente, dolce e sveglio. Ha molte buone qualità insomma ed io sono orgogliosa di lui. Tuttavia l’essere madre di un uomo in formazione, mi permette di osservare da vicino come si compongono alchenicamente i comportamenti maschili. Cioè, quella strana mistura di genere testosteronica che si forma al di là della mia volontà. Mi spiego meglio. Mio figlio, come qualunque adolescente, protegge il suo mondo dall’invasione adulta ed in questo, come è giusto che sia, è molto fermo ed intransigente. Quando è con gli amici, o sta vedendo, leggendo, ascoltando, disegnando, parlando al cell, in poche parole quando ha da fare le sue cose lui è off -limits. Tutti fuori, lontano e per favore non scocciate.

E fin qui…

Ma il bello arriva però quando la sottoscritta, cioè sua madre, sta vedendo, leggendo, ascoltando, scrivendo o solo pensando, e lui ha un’improvvisa ed irrinunciabile voglia di parlare, di giocare o di essere coccolato. Bene sapete che succede? Che lui non chiede le mia attenzione, la pretende. E se io non sono pronta e disponibile a distogliere la mia attenzione da qualunque cosa stia facendo per dedicarmi a lui, nell’ordine fa quanto segue: si dispiace, si offende e borbottando se ne va rimproverandomi. Ora, è vero che la nostra società ha distorto il ruolo della donna-madre innalzandolo ad un immane e perenne sacrificio, convincendoci, per di più, che la nostra non è una vita ma bensì missione a favore dell’altro. Ma io mi sento responsabile, non solo di mio figlio, ma anche di tutte le donne con cui lui si relazionerà in futuro. E non posso permettere ad un altro uomo, da me educato, di crescere con la inspiegabile convinzione che se lui ha voglia di farsi gli affari suoi la donna del momento ( per ora la madre e poi si vedrà), comprenda e pazientemente e con dolcezza si faccia da parte. Per poi, quando lui ne avrà voglia o bisogno, essere certo che la ritroverà lì diponibile e pronta ad accoglierlo con benevola indulgenza. Quindi mi rifiuto e mi ribello e poi gli spiego che così non va, non funziona e non è giusto. Ma osservare tutto ciò in un adolescente, mi ha svelato il perché esisono uomini adulti, indiscutibilmente adulti, che vivono della stessa presuntuosa convinzione: SONO GENETICAMENTE MODIFICATI! In altre parole nascono così e così continuano a vivere, certi che questa loro piccola, insignificante aspettativa sia ovvia e consequenziale. In parte sarà colpa delle educazione materna, sociale e culturale che li abitua ad una così stramba convinzione. In parte però deve esserci qualcosa di atavico che li riporta a ritenere valide dinamiche che appartengono al tempo che fu. Quando la donna, tra un sospiro ed un punto a crocere, aspettava paziente il ritorno del guerriero.

Degli Ulisse insomma, e noi le loro Penolope…

1 commento:

Anonimo ha detto...

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