Un pò di me e la mia intervista con Maurizio Costanzo e più in giù in nuovi post

domenica 11 gennaio 2009

La scoperta

Un anno fa vivevo il mio anno sabbatico. Pensavo non fosse una scelta, ma un tiro mancino del destino.
Doveva essere un “chiudo di qua e vado di là” ed invece, inciampi vari imponevano continui stop.
Sarà una breve vacanza, mi dicevo, ed invece il tempo si andava estendendo ed io galleggiavo sospesa in un dimensione sconosciuta. Tanto lavoro, nessun lavoro. Niente tempo, tanto tempo. Ero disorientata. Non si trattava più di organizzarmi qualche settimana di svago e vecchi impegni rimandati. Tutt’altro, via via che i giorni passavano mi rendevo conto che le prospettive cambiavano ed io dovevo vivere un tempo indefinito in un modo che non rientrava nei soliti canoni. Mai nella mia vita mi era stata regalata un tale opportunità, lentamente mi ci adagiai.
Il sole mi svegliava con piccole musate: “ Dai! Su! Una nuova giornata sta iniziando ed è tutta tua, che facciamo oggi?”
Mi alzavo tranquillamente, senza fretta assaporavo un profumato te, mentre la musica accompagnava il mio buon giorno al mondo ed io sceglievo il tema delle mia giornata guardando il cielo davanti a me.
Nessuna contrattura, nessun limite: ero libera! Libera di dedicarmi tempo, di decidere i miei tempi, libera di andare o rimanere, di scrivere o pensare, di camminare, di vedere ed osservare.
Ogni giorno sceglievo di regalarmi delle lunghe passeggiate nella natura. Giocavo sotto la pioggia, inseguivo il cammino delle nuvole, guardavo la terra, odoravo il suo respiro intorno a me. Come un girasole cercavo di volgermi sempre verso il sole, salutavo l’arrivo della luna, sbirciavo attenta il germogliare dei fiori.
Senza accorgermene, in tutto il silenzio che mi circondava, ascoltavo soprattutto me stessa.
Qualcosa di grandioso stava accadendo ed io ne ero consapevole soltanto a metà. Tuttavia, comprendevo che stavo rigenerando la mia terra interiore e la stavo seminando di nuovo.
Ho ripreso il mio lavoro, i soliti ritmi scanditi da altri, le solite, anche se minori difficoltà del quotidiano e sociale vivere. E' giusto e buono così, ma quel tempo, il mio, è qui, dentro di me e continua a battere a modo suo.
Poi, quasi a rassicurarmi che appunto nulla è perso, arriva un giorno qualunque, come quello di ieri: le chiacchere incessanti di una amica, i suoi dilemmi, il mio esserci per lei, con affetto. Però una necessità impellente mi obbliga ad uno standby e, mentre per pochi minuti mi ritrovo sola, arriva una folgorazione, una scoperta improvvisa, inadeguata al luogo ed al momento e forse per questo ancora più divertente ed irriverente: ho imparato a dialogare con me stessa, ad essere amica di me stessa. L’ho scoperto ascoltando lei, e ripensando a me, in quest’ultimo anno. Un lampo e la consapevolezza che nei mesi che trascorrevano senza la solita frenesia io le decisioni più importanti, quelle interiori che indicano la via, io, le ho prese da sola, le sto prendendo da sola. Nessun ancoraggio costante all’altro, bensì solo sporadiche e meravigliose conversazioni con poche, pochissime persone, e poi però il dialogo profondo, quello davvero senza censure è con me stessa che l’ho avuto che continuo ad averlo. Un lento ritirarmi in me, passeggiando nel silenzio, nell’osservazione della natura, osservando senza parlare tutto ciò che mi accadeva intorno è così che sono giunta ad ascoltare la mia voce ed è con lei che da quel tempo ormai scelgo. Ed ora so che questo era un desiderio a cui ambivo da molto ma che credevo, per me, quasi irrealizzabile.
Allora ripenso a tutti i contrattempi che per un anno mi hanno impedito di tornare a lavoro e collego quell’ostinazione degli eventi ad una frase letta, alcuni giorni fa, in un libro regalato ad una persona a cui voglio molto bene e che ha molto a che fare con il mio lavoro, e tutto si completa e si disegna precisamente e senza casualità
.

“Ogni cosa di questo mondo – evento o persona – è una pietra d’inciampo destinato a provare la vostra libertà di scelta. Scegliete con saggezza.”
( Rabbi Nachman Brascav)

6 commenti:

sileno ha detto...

Spesso mi torna alla memoria una frase letta nella mia adolescenza; non ricordo chi sia l'autore, ma diceva: " Chi riesce a star solo, vuol dire che è in pace con se stesso, con la propria coscienza".
Queste parole riaffioravano ogni volta che dovevo fare qualche scelta importante, mi sembra sia anche il tuo caso.
Un abbraccio.
Sileno

giorgio ha detto...

Felicissimo per te.
Complimenti e auguri che il tuo dialogo con te stessa continui per tutta la vita.
Giorgio.

M.Cristina ha detto...

Sileno credo che terrò a mente la tua frase. Grazie.

Giorgio lo spero anche io.

Vi abbraccio.

Clelia ha detto...

Nulla accade per caso! tutti i silenzi sono serviti a farti capire e illuminarti di una luce nuova

Clelia

marina ha detto...

Anche sola sei sempre in buona compagnia.
marina

M.Cristina ha detto...

Clelia è proprio così: io ed i silenzi, un meraviglioso incontro. Se sapessi quanto parlavo...

Marina: ottima frase Prof. me la segno.