Un pò di me e la mia intervista con Maurizio Costanzo e più in giù in nuovi post

mercoledì 19 novembre 2008

Le ombre e le false immagini.

Durante la distruzione di Troia i Greci si erano macchiati di molte colpe: penetrati nel più sacro tempio della città ne avevano trafugato il Palladio che proteggeva i Trioiani: per entrare nelle mure erano ricorsi alla frode; durante il tumulto della strage avevano ucciso Priamo, rifuggiatosi supplichevole presso un altare, e messosi direttamente sotto la protezione degli dei. Questi non potevano permettere che le loro leggi fossero così trascurate dai Greci, i quali dovettero acerbamente pentirsi del male commesso. Tempeste orrende investirono le navi al loro ritorno verso la patria, le separarono, e ne distrussero un gran numero. Anche Menelao con la sua nave, ebbe a sostenere il pericolo dei mari e dei venti, che gli fece perdere la giusta rotta verso la Grecia. E dopo varie traversie approdò in Egitto. Nessuno potrebbe descrivere il suo stupore, quando, sbarcato e recatosi al palazzo del re per chiedere soccorso ed ospitalità, si vide venir incontro Elena che egli credeva di aver lasciato sulla nave, su cui l'aveva condotta per farla ritornare con se in Grecia. Elena gli corse incontro, per abbracciarlo, ma egli cercò di tenerla lontana, non sapendo se vedeva uno spettro o se era ingannato da un falso miraggio.
Finalmente, Elena potè raccontargli le ragioni per cui egli la trovava in Egitto.
Quando era paertita con Paride dal suo palazzo di Sparta, non per sua volontà, ma per obbligo fattogli dagli dei, appena giunta sulla nave che veleggiava verso Troia, gli dei stessi l'avevano condotta dove ora si trovava, e l'avevano sostituita sulla nave di Paride con una falsa immagine fatta soltanto di aria. Ed in Egitto ella aveva atteso con impazienza il momento di rivedere il marito e di tornare in patria. Menelao, stupito e felice, l'abbraccio e la ricondusse sulla sua nave, da cui da quel momento volava via la vana immagine della donna, ed ambedue tornarono insieme in Grecia.
Perchè, dunque, i Greci ed i Troiani avevano così duramente combattuto fra loro per dieci anni? Soltanto per tenere o conquistare una vana immagine? O per un disegno imperscrutabile del destino e degli dei? Diversi sono i motivi di questo inganno, ma è anche vero che gli uomini si combattono e si distruggono fra loro per un vuoto miraggio, per una parvenza irreale. E, dopo i dolori, le sciagure, le morti, le distruzioni, il mondo ritorna ad essere sempre quello di prima, e non sempre gli uomini riconoscono di compiere inutili sforzi, che si risolvono nella conquista di un aereo fantasma pronto a dissolversi non appena si ritenga di averlo raggiunto.

Con questo racconto ne è congiunto un altro, pieno di spirito arguto.
Si narrava, dunque, che un illustre poeta italiano, Stesìcoro di Iméra, avesse un tempo cantato la fuga di Elena, insultandola. Per vendicarsi, gli dei gemelli Càstore e Pollùce (che di Elena erano fratelli) resero cieco il cantore. Questi si rese conto della colpa che aveva commesso, e scrisse un carme, in cui, ricordando Elena e rivolgendosi e la diceva: " Non è vero questo racconto,: tu non partisti per Troia, nè salisti sulla nave fornita di bei banchi per i rematori". Non appena la poesia fu composta, Càstore e Pollùce per la loro virtù divina restituirono la vista a Stesìcoro, che visse molti anni, cantando gli dei e gli eroi, e mostrando con il suo stesso esempio quanto grande sia il potere della poesia, che gli dei stessi inspirano e suggeriscono".

Tratto da " Miti e leggende del mondo greco-romano" di Nicola Terzaghi

7 commenti:

UIFPW08 ha detto...

Maria cristina finalmente un blog raffinato complimenti
maurizio

M.Cristina ha detto...

Maurizio, aprire il blog e trovare alle 9.47 della mattina questo tuo commento, è proprio un bel modo d'iniziare la giornata.
Grazie.

paola dancer ha detto...

In fondo, sono convinta che dalla notte tempi si trovino solo "dei buoni motivi" per iniziare a combattere. La guerra è sempre motivata da "scuse plausibili".
Ti chiedi se Greci e troioani abbiano combattuto dieci anni solo "per l'immagine di Elena"... bhe...volevano solo un motivo scatenante!...come tutte le guerre.

M.Cristina ha detto...

Paola probabilmente hai ragione, ma quello che volevo porre alla vostra attenzione era come questo comportamento si possa riportare anche al nostro quotidiano, alle nostre piccole battaglie giornaliere. Ad ognuno di noi è capitato o capita di inseguire fantasmi, di farsi spaventare dalle ombre. L'argomento è affascinante e ci ritornerò su.
Un abbraccio.

ebalsemin ha detto...

Ciao hai un piccolo ma delizioso premio da ritirare su veneziaeme :)

paola dancer ha detto...

ops... scusami!ho dato tutta un'altra interpretazione al post!

M.Cristina ha detto...

Paola perchè scusa? La tua interpretazione è giusta, solo che è possibile, così come il racconto suggerisce, spostarla anche su altri aspetti.
Un bacione.