Un pò di me e la mia intervista con Maurizio Costanzo e più in giù in nuovi post

mercoledì 2 giugno 2010

La libreria creativa





Non sono una consumatrice di certezze, intorno a me invece, molte persone sembrano farne largo uso.
Persone apparentemente organizzatissime, capaci di decidere in un nano secondo che a problema A corrisponde soluzione B. Sembrano portatori di verità ed io li ascolto affascinata, con gli occhioni sbarrati, stupita da tanta sicurezza. Si mostrano fermi, decisi, con la piena capacità di controllo su ogni singolo avvenimento della loro vita. Appaiono provvisti di tasche magiche nelle quali, come in quelle senza fondo di Eta Beta, puoi trovarci di tutto: miriadi di regole, valige di luoghi comuni, verità inaffondabili, schemi, cinismo para cuore. A sentirli parlare somigliano spesso a dei grandi saggi. Per come si presentano non dovrebbero sbagliare un colpo. Poi però, oltrepassata la soglia della famosa apparenza, qualcosa dentro di me intuisce che a tanta organizzazione verbale non corrisponde ad un’altrettanta chiarezza interiore. Ossia, tutto è messo bene in ordine, catalogato con dei codici precisi, quasi l’esistenza fosse una libreria nel quale riporre pagine e pagine del comune vivere. A volte avrei voglia di chiedergli da dove attingono tutte le regole che declamano, se sono le loro o le hanno apprese da qualcun altro che ritengono ancor più saggio. Da quale misterioso pozzo possono tirar su i dettami del loro imperturbabile comportarsi. Ma spesso non serve neanche chiedere, le risposte arrivano da sole quando un colpo di vento improvviso, una pagina di vita non catalogabile arriva a mettere in crisi tutto il sistema ingegnosamente creato. In genere non avevano messo in conto la mescolanza delle possibilità ed è allora che la struttura rigida dei loro pensare diventa un problema. La poca attitudine ad accettare che l’imprevedibile possa rimescolare l’ordine codificato, ricreando un nuovo ordine è, evidentemente, cosa ostica d’accettare. E quindi, per difendersi, giù a sfornare precetti e massime di vita che non si sa bene a chi veramente appartengano e quanto, in ogni caso, abbiano realmente funzionato. Ma poi funzionato rispetto a chi ed a quale situazione? Mi è capitato di ascoltare i ragionamenti più impensati, ho visto comporre sotto i miei occhi schemi chiarificatori di una situazione sentimentale, o liquidare un’emozione come fosse un problema di cui liberarsi in fretta. Tuttavia, la vita tenta sempre di salvarci rimettendo in discussione le nostre monolitiche certezze. Ed è in questi casi che li vedi davanti alla loro libreria tutta ordinata, ben imposta, con il nuovo foglietto in mano, finalmente perplessi se non completamente persi. Umani e mortali. O per lo meno è così che appaiono a me: belli ed invidiabili. Invidiabile sì, perché l’imprevedibile porta con se la potenza per rimescolare ogni cosa offrendoci una grande opportunità: liberare la nostra creatività regalandoci la possibilità d’impostare su i nostri veri desideri un ordine che almeno ci appartenga, nel profondo.

2 commenti:

Cacau Jafet ha detto...

Olá Cristina! Estou passando para te convidar para um passeo por meu blog.
Boa noite.
bjosss

Giampaolo ha detto...

Finchè queste persone "belle e invidiabili" organizzano e decidono della loro vita non ho nulla da obiettare e anche io rimarrei affascinato; quando il loro pensare e decidere coinvolge altri interessi o addirittura non li tocca allora bisogna temere, diffidare e rifuggire.