Un pò di me e la mia intervista con Maurizio Costanzo e più in giù in nuovi post

lunedì 14 luglio 2008

Consapevole magia


Ci sono momenti in cui, improvvisamente, qualcosa cambia le nostre percezioni.
Non so voi, ma io in questo sono una vera campionessa. La consapevolezza arriva senza preavviso: situazioni già vissute, persone incontrate mille volte, pensieri noti e poi, non si sa perché, qualcosa di speciale mi avvolge ed io mi illumino.
Ieri sera questo incanto si è ripetuto.
Castel Sant’Angelo, un turbinio di nuvole, il vento che soffia dispettoso ed io, con il mio libro che spero di saper onorare tanta bellezza.
Il palco è illuminato daluci colorate, un piccolo tavolo, quattro sedie, un microfono a stelo ed un leggio.

Con il mio amico Bruno abbiamo stravolto la scaletta degli interventi: sarò io a parlare per prima e poi con lui leggero un dialogo che mi riporta lontano.
Le sedie si riempiono e le persone mi guardano, attente. Aspettano.
Il microfono tra le mani e la gioia di aver accettato una sfida. Un estate fa era sogno, ora sono qui ed accanto a me due donne speciali, con le loro ali fatte di splendide parole, mi condurranno dove non avrei mai ipotizzato.
Raccontare le emozione, si era detto con il mio amico Bruno, regista di questa serata. Nulla di più naturale in una serata così.
L’emozione è nei miei occhi che guardano stupiti le persone passare, fermarsi e poi decidere di sedersi. Mi osservano, ascoltano le miei parole, sorridono alle mie battute, annuiscono partecipi al distendersi delle mie riflessioni.
Io sono tranquilla, a mio agio. Mi rendo conto che miei pensieri fluisco liberi, privi di qualunque timidezza e questo viene recepito e ciò che dico stimola interesse in persone che di me non sanno nulla. Non so spiegarmelo, ma sono pronta a vivere questa imprevedibile magia.
Non è la mia prima presentazione, tuttavia è la prima volta che mi rendo conto che sto parlando ad un pubblico di estranei e sono perfettamente in grado di farlo.
I discorsi scorrono tra i vari interlocutori, gli spettatori intervengono e si complimentano con me ed io faccio lo stesso.
Stiamo parlando della mia vita, di come ho deciso d’interpretarla e questo affascina chi mi ascolta.
Come questo sia possibile rimane un mistero, ma non lo è la consapevolezza piena che un passaggio fondamentale si è appena compiuto, dentro di me. Sono io che ho scavalcato un limite, oltrepassando un confine. Sono al di qua, sul palco e sono io a sentire la mia voce amplificata che si diffonde nell’aria. E questo solo perché ho deciso di mettermi in gioco, di spingere l’acceleratore dei miei desideri inseguendo una passione fatta di carta ed inchiostro.


A volte vivo l’illusione che il mondo stia tutto dentro la mia scrittura.
Davanti al mio foglio bianco si apre uno spazio infinito sul quale posso volare e vedere e sentire.
La mente accetta la sfida e si libera da qualunque costrizioni: nessun muro, nessun confine, tutto viene oltrepassato ed osservato dalla mia immaginazione. Mi siedo e l’universo intero si dispiega davanti agli occhi della mia mente. Posso sbirciare ovunque, esplorare ogni singola emozione in un viaggio continuo tra la mia interiorità ed il cosmo che mi avvolge. Momenti magici quelli in cui le dita scorrono veloci tracciando segni che trasformeranno l’astrazione in linguaggio. Momenti in cui provo l’inestimabile sensazione di abbracciare, con l’introspezione della scrittura, l’interezza della mia vita. Per questo amo la scrittura, per la libertà riservata che mi regala. Ogni segreto può essere rivelato senza che si sappia. Sensuale seduzione che mi spinge in ogni angolo buio della mia anima senza remore.
Gioco, sberleffo, attenzione, riflessione, capovolgimenti, fantasia, paradossi niente limiti, nessuna offesa. Le parole sanno nascondere o urlare le loro personali verità celandosi al vero interlocutore, divenendo parole di tutti.
Se qualcuno leggerà ciò che scrivo proietterà ciò che sente e lo farà suo, aggiungendo, togliendo, personificando i significati che intuisce, che vuole adatti a se, ma che in nessun modo potrà dichiarare essere veri per me. Potrebbe sembrare inganno, ma è democrazia. E’ dare ad ognuno ciò di cui ha bisogno, senza dover per forza imporre la propria verità. Si passano e ricevono emozioni in un dialogo intimo: si è in due ma si è soli. Si scrive per se e si legge per se. Il dialogo inizia nel confronto di ciò che si è provato, compiendo le due diverse azioni. Anche i tempi sono sfalsati: si scrive ora e non si sa se e quando qualcuno capiterà tra le tue righe, cosa che tra l’altro potrebbe non accadere mai. Eppure, un pensiero scritto tratterrà per sempre la spinta di un’emozione e, in qualunque momento, potrà incontrere gli occhi di qualcuno riprendendo vita, sprigionando di nuovo l’essenza che l’ha generato.
Come potrei definire tutto ciò?










6 commenti:

ebalsemin ha detto...

Mentre leggevo avevo un leggero sorriso, un sorriso di gioia per te. Ah in questo periodo non sto molto bene e non ho proprio voglia di postare. Cmq appena torno in forma pure i post torneranno con le loro forme...:)

M.Cristina ha detto...

Ok, ti lasciamo riposare ed aspetteremo tranquilli il rinvigorirsi della tua vena di narratore.

Clelia ha detto...

Io lo definirei magia: HAI ACCETTATO LA SFIDA E HAI VINTO.
Churchil diceva: Esistono molte cose nella vita che catturano lo sguradi, ma solo poche catturano il cuore: segui quelle". Brava M. Cristina!

Clelia

M.Cristina ha detto...

E' esattamente quello che cerco di fare...grazie Clelia.

Mat ha detto...

che bel percorso il tuo mc!
goditelo al massimo, avrai dei ricordi indimenticabili e grandissime soddisfazioni!
ora però concentrati sul presente ;)

M.Cristina ha detto...

mat: ci sono, sono proprio qui, nell'ora e dopo il tanto guardare inditro e sospirare pensando al domani, mi sembra una conquista grandissima.
baci