Un pò di me e la mia intervista con Maurizio Costanzo e più in giù in nuovi post

martedì 3 febbraio 2009

Tu, nella mia testa

Mi sveglio con il ricordo di te e di quella sera.
Chissà perché proprio oggi?
E ti rivedo, no, ti sento di nuovo accanto a me.
Percepisco i nostri visi vicini, le labbra che finalmente s'incontrano e la mia gioia, la mia paura.
Eravamo proprio belli quelli sera: i nostri abiti eleganti, la nostra impreparata gioventù e le nostre labbra.
E’ tutto racchiuso in quel momento il nostro più intimo incontrarci. Nulla di più.
Eppure è un ricordo intenso, che mi disorienta ripensandolo all’oggi.
Mi domando perché?
Perché è tornato a tamburellarmi nella mente in questa piovosa mattina?
Avevamo danzato per un tempo infinito allora, guardandoci, avvicinandoci, annusando nell’altro lo stesso desiderio. Amici innamorati insomma, e poi, ad un tratto, il coraggio atteso, voluto, di un passo nell’altro.
E poi?
Le luci della città, lo stordimento di un’emozione e non una parola. Non ricordo nessuna parola tra i nostri baci.
Possibile?
Non so come c’incontrammo, né dove, ma ricordo che quei baci avevano volteggiato tra noi fin d’allora, da quel nostro primo incontro. Questo lo ricordo, lo so.
I baci ancora non dati erano le lucciole di ogni appuntamento, danzavano silenziosi tra di noi, sfiorandoci, inspiegabilmente imprendibili.
Oggi riconosco il tuo coraggio, non il mio.
Fu a causa mia che mancarono le parole, quelle indispensabili a sancire il passaggio ad un sentimento dichiarato.
Ti delusi forse, impietrita com’ero dall’emozione. Ma tu non potevi saperlo ed io fui incapaci di dirtelo.
E così ci perdemmo, incomprensibilmente sconfitti dalla nostra stessa acerbità.
Ed oggi sei tornato qui, nella mia testa, a dirmi cosa?
A riprenderti quelle parole?
Oggi saprei parlarti, oggi, anche senza parole.
Guardo il cielo, il lattiginoso colore delle nuvole e mi prende una voglia folle di raccontarti l’emozione di quella notte.
Non sopporto l’idea che tu non sappia.
Ma dove sei?

9 commenti:

il monticiano ha detto...

Quanto vorrei che un giorno una donna ricordi tutto questo di me, di enrambi e si chieda dove sono.

M.Cristina ha detto...

Ciao Monticiano, sono certa che c'è almeno una donna in questo mondo che lo pensa e morirebbe dalla voglia di dirtelo. Ma noi umani siamo strani e magari quello che proviamo lo diciamo al mondo intero meno che a l'unico che dovrebbe e vorremmo che lo sapesse. Follia! eppure succede...
Io ho gettato una bottiglia nel mare della rete, chissà...
Intanto le tue parole mi hanno emozionato, grazie.

marisgutta ha detto...

Un anno fa ho lanciato anch'io la mia bottiglia.E lui l'ha trovata.Una fantastica coincidenza ci ha dato la possibilità di incontrarci.Dopo 27 anni!(con il lui avevo vissuto 2 anni.Giovani,innamorati?io confusa...poi la mia fuga, e il silenzio).
Il tempo ci ha dedicato poche ore,e ci ha catapultati indietro,nei ricordi.Ci siamo amati con le parole e con gli occhi.La realtà ci ha strappati dal passato e ci ha riportato alle nostre vite.
Piano piano, faticosamente, il dolore e lo strazio si sono placati...la ragione si è fatta strada, ed ha lasciato spazio alla certezza di essere stata amata, e di aver amato intensamente, quel giorno.Ogni tanto lo penso...e mi viene un sorriso.(che può durare anche un giorno...)
Ad esempio...adesso.....

ebalsemin ha detto...

Sono parole bellissime. Complimenti vivissimi

M.Cristina ha detto...

Marisgutta benvenuta nella mia stanza del te e grazie per aver allacciato a questo piccolo post la tua storia e le tue emozioni.
Come in ogni accadimento della nostra vita, dovremmo cercare di trovare tutto il bello che ci è stato regalato, e mi sembra che tu ci sia riuscita. Forse quell'amore oggi riesce a donarti ancora tanta energia, e questo lo trovo meraviglioso.
Ancora grazie.

ebalsemin forse sono belle perchè parlano di emozioni e l'emozioni ci fanno sentire vivi.
Un abbraccio

polle ha detto...

Servirebbero davvero quelle parole oggi?

M.Cristina ha detto...

Polle: non avrebbero alcun senso se la finalità fosse riprendere il discorso su una storia ormai lontana, lontanissima nel tempo. Ma, se il senso del dire venisse mosso solamente dal desiderio di reglare all'altro la certezza che allora ed ancora nel ricordo, quel suo esistere nella nostra vita ha avuto un importanza diversa da quella che fummo in grado di comunicarci, allora sì, allora credo che sarebbe bello dirle.
Grazie per avermi dato la possibilità di chiarire il mio pensiero.

la signora in rosso ha detto...

mi hai fatto pensare alla canzone di Tenco
..E lontano lontano nel tempo
l'espressione
di un volto per caso
ti farà ricordare il mio volto
l'aria triste che tu amavi tanto..
Quante volte abbiamo incontrato una persona che è stata fondamentale nella nostra vita e lei non era cosciente dell'importanza che aveva, nel bene e nel male...

M.Cristina ha detto...

Esattamente, è proprio questo il senso...ciao signora in rosso, benvenuta nella mia stanza del te.